Giona
Il nome Giona significa “colomba”, e come tale egli era pronto ad annunciare la pace e la misericordia divina al popolo d'Israele. Ma è facile predicare a dei credenti ma è più complicato farlo a dei pagani idolatri. Dio stravolgere la vita del profeta Giona ordinando semplicemente:
-alzati! Vai a Ninive!Giona1:2
Essere un profeta ebreo in terra straniera e ostile non era una cosa facile: occorreva una fede ben radicata in Dio e molto coraggio per poter predicare in situazioni difficili ad un uditorio ostile come quello pagano e nemico d'Israele quale era il popolo Assiro. Il profeta Giona, non era disposto a predicare a degli stranieri e correre dei rischi, tra questi la possibilità di perdere la sua stessa vita.
Quante volte non ci troviamo d'accordo con Dio: ma noi dobbiamo essere come Gesù: "che la tua volontà sia fatta e non la mia!"
Il profeta riceve un preciso ordine dal Signore: andare a Ninive e predicare contro la sua malvagità, offrendo ai Niniviti la possibilità di riconciliarsi con Dio, perché la malvagità di questa città era arrivata fino al Lui.
Ninive capitale dell'Assiria, era nemica acerrima di Israele e quindi Giona aveva paura di recarsi in questa città, allora decise di andare dalla parte opposta, a Tarsis che si trovava in Spagna, nella sua mente carnale pensava di andare lontano dalla presenza del Signore!
Il profeta sperimentò che non si può fuggire dalla presenza di Dio.
Egli s'imbarcò e andò a dormire nella parte più profonda della nave, forse pensava che lì il Signore non l'avrebbe potuto raggiungere! Il Signore scatenò una tempesta tanto forte che la nave fu sul punto di affondare.
L'equipaggio della nave era pagano, quindi idolatra e trasse a sorte per scoprire chi fosse la causa di quella sciagura, la sorte cadde su Giona. Quando seppero che il profeta era ebreo e chi era il Suo Dio, furono presi da grande spavento perché sapevano che il profeta fuggiva dalla presenza dell'Onnipotente, anche il mondo vede la potenza e ha timore di Dio! L'equipaggio pagano si rivolse direttamente a Dio per essere salvato, l'uomo quando ha paura e non riesce a razionalizzare ciò che gli succede si rivolge a Dio. L'equipaggio in fine gettò in mare il profeta e in quel medesimo istante la furia della tempesta cessò. Questi uomini videro la potenza manifestata di Dio! E ne ebbero grande timore.
Giona si trova in mare e Dio ordina a un pesce di inghiottire il profeta, il quale rimase 3 giorni e 3 notti, simbolo della tomba di Cristo, che sarebbe stato nel sepolcro tre giorni e tre notti, prima della resurrezione. Nel ventre del pesce, il miracolo fu grande, perché il profeta sopravvisse intatto ai succhi gastrici dell'enorme pesce. Nella profondità della sua angoscia, quando il profeta tocca il fondo della disperazione, grida a Dio e riconosce di avere bisogno del Signore. Dio risponde sempre a chi grida a lui, e ordinò al pesce di risputare l'uomo sulla terraferma, esattamente dove doveva essere: nella città di Ninive!
Anche se noi fuggiamo lontano dalla presenza di Dio e con le nostre forze ci nascondiamo nel posto più recondito, il Signore ci trova e ci porta nel proposito che lui ha per noi.
Dio per il profeta Giona aveva un proposito preciso, quello di andare e predicare il ravvedimento per la città peccatrice e malvagia di Ninive. Il profeta riconosce quindi che la salvezza e l'aiuto viene solo dal Signore. Dio a questo punto dice il profeta:
-"alzati va a Ninive la grande città e proclama loro quello che io ti ho comandato"
Giona 3:2
Il profeta questa volta ubbidì alla parola del Signore, aveva sperimentato che era meglio obbedire che passare guai peggiori per la disobbedienza!
Uno degli dei che veneravano gli Assiri era un Dio pesce, EA (IS-AB)
dio delle acque e della sapienza, in sumerico, En-ki, signore della terra, una delle divinità della trinità cosmica degli Assiri e dei Babilonesi. Era rappresentato come un uomo con il corpo di pesce, chiamato anche Oannes. I Niniviti sicuramente seppero di questo miracolo avvenuto al profeta, quindi questo prodigio serviva anche per intimorire i Niniviti che credettero alla predicazione del profeta e si pentirono.
Il Signore è veramente Onnipotente!
Il profeta iniziò a proclamare a grande voce il ravvedimento nella città, che era così grande che ci velevano tre giorni di cammino per attraversarla, dicendo che avevano ancora 40 giorni per pentirsi dalle loro vie malvagie oppure la città sarebbe stata distrutta.
Gli abitanti di Ninive credettero al profeta a iniziare dal re, si pentirono chiesero perdono e si umiliarono. Non solo gli uomini ma anche gli animali si umiliarono e chiesero perdono. Perché Dio ha tanto amato il mondo che vuole la salvezza di tutte le sue creature uomini e animali. Perché Dio vuole salvare e non distruggere.
Giona a questo punto è preso dall'ira perché lui voleva che Dio distruggesse quella malvagia città assira nemica d'Israele. Quante volte ci vogliamo sostituire alla giustizia di Dio portando la nostra giustizia che è carnale e quindi ingiusta!
Ma Dio riprende il profeta:
-"fai bene a irritarti così?"
Giona 4:4
Dio fa capire che la distruzione non è la soluzione. Dio non solo è creativo ma anche pratico ed efficace quando vuole insegnarci qualcosa! E fa crescere un albero di ricino per fare ombra al profeta, il quale ne trova giovamento e pensava di stare bello tranquillo, ma la lezione non era ancora finita. Dio il giorno seguente mandò un vento per far seccare l'albero e il profeta si irrita per questo, il Signore porta il profeta a ragionamento, chiedendo, il Signore ci fa ragionare ponendoci delle domande, se lui avesse ragione a irritarsi per un ricino.
Se il profeta è dispiaciuto per un albero, quanto più Dio è dispiaciuto per la distruzione di uomini e animali?
A Dio non importa se sei uno straniero, idolatra e pagano, la sua SALVEZZA è per tutti quelli che credono in Lui.
Nessuno può fuggire dalla presenza di Dio e l'amore e la misericordia di Dio è sempre la soluzione migliore per noi, perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato, il suo unigenito figlio, a morire per noi sulla croce perché noi avessimo vita è vita in abbondanza.
A Dio sia la gloria

Commenti
Posta un commento